Palermo in azione. Il Teatro Garibaldi Aperto come il Teatro Valle Occupato

Il 13 aprile 2012 è un giorno caldo per Palermo. Alle 8,30 la città si sveglia scossa da un terremoto. Molti temono il peggio e scendono in strada. Le scosse sono forti e lunghe ma ancora i sussulti emiliani non si immaginano neppure. Gli studenti vengono evacuati da molte scuole. E la gente, tanta, scende in strada. Più tardi si saprà che l’epicentro era in mare, tra Ustica e il capoluogo siciliano. Nessun ferito e pochissimi danni. Solo molta paura.

L’epicentro dell’evento successivo invece è proprio al centro storico della città. Alle 9,30. Al quartiere della Kalsa. Al teatro Garibaldi. Una struttura inaugurata nel 1861 proprio dall’eroe dei due mondi. In mattinata accade che un gruppo di sessanta persone tra attori, musicisti, danzatori e operatori culturali di vario settore artistico, entrano, sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine e dei giornalisti, in quel teatro che è ormai abbandonato da tempo. Un luogo in cui sino ad alcuni anni prima avevano lavorato alcuni tra i più grandi registi della scena contemporanea europea. Da Carlo Cecchi a Tierry Salomon, passando da Peter Brook a Patrice Chéreau, Lev Dodin e Antonio Latella, e coinvolgendo attori e registi palermitani, quali tra i tanti Emma Dante e Claudio Collovà.

Una sala dimenticata dalle istituzioni, chiusa per restauro da cinque anni e mai più riaperta, salvo una finta inaugurazione nel 2010. Gli occupanti l’hanno restituita alla città scegliendo di non aspettare i tempi e i modi delle istituzioni.

Una scelta politica forte e importante: rimanere dentro il teatro a tutti costi, restituire il luogo ai cittadini e diramare un manifesto di intenti che possa essere condiviso da tutti. All’occupazione hanno aderito subito il Teatro Valle Occupato (Roma), il Teatro Coppola Occupato (Catania), Nuovo Cinema Palazzo (Roma), il Teatro Marinoni Occupato (Venezia), l’ex asilo Filangeri di Napoli e artisti italiani ed europei di chiara fama: Win Wenders, Dario Fo e Franca Rame, Claudio Gioè, Emma Dante, Elio Germano e Andrea Camilleri, tra i tanti.

L’ultima direzione artistica, quella di Matteo Bavera, è stata interrotta nel 2009 per permettere dei lavori di restauro. Ma questi sono stati eseguiti malissimo (non restituendo l’identità storico-artistica dell’opera) e con una quantità enorme di denaro pubblico sperperato (4 milioni e mezzo di euro). E soprattutto senza completarlo né miglioralo il Garibaldi è rimasto relegato ad una chiusura forzata.

Oggi i cittadini palermitani, accettando la sfida, lo affollano secondo la programmazione: spettacoli, laboratori teatrali, concerti o performance di danza.

Il sindaco neoeletto Leoluca Orlando dal canto suo cavalca l’onda: attraverso l’assessore alla Cultura ha fatto sapere che legittimerà l’occupazione in attesa di un bando per l’assegnazione.

Ci si chiede a questo punto quando i cittadini della nostra cara terra calabra si indigneranno a tal punto con le amministrazioni da agire con forza, con civile resistenza, tale da permettere la ripresa di ciò che a loro appartiene o la rivendicazione dei troppi diritti negati.

Link: http://teatrogaribaldiaperto.wordpress.com/

Andy Gentile