Fenomenologia di Breaking Bad

Breaking Bad, letteralmente cattivo che spezza, colloquialmente e convenzionalmente possiamo tradurlo come rompere la retta via, abbandonare la moralità. Acclamato all’unanimità come la migliore serie tv di sempre, 5 stagioni per 62 episodi che hanno letteralmente ipnotizzato milioni di telespettatori in tutto il mondo.

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È terminata da qualche mese l’ultima stagione e non si può fare a meno di analizzare l’impatto che questa serie ha avuto sul pubblico, visto che quasi tutti i magazine e i quotidiani più noti al mondo ne hanno dedicato vari articoli. Da Wired al Time, fino a Repubblica e al Whashington Post, non hanno potuto fare a meno di non notare i record di questa serie; basti pensare che la puntata finale negli Stati Uniti è stata seguita da oltre 10 milioni di telespettatori e la stessa sera sul web sono stati pubblicati oltre un milione e mezzo di tweet con #breakingbad.

Le serie tv irrompono già negli anni ’60, ma il vero e proprio boom possiamo datarlo nel 1999 con la prima stagione dei Sopranos e con il relativo successo. Da lì un‘incredibile ascesa di serie divenute cult – da Lost, Alias, NCIS, ecc… – a indescrivibili flop come Hercules, Settimo cielo, Merlin.
Dal 2008 al 2013 quest‘indescrivibile cult di Vince Gilligan, alla seconda esperienza da regista dopo  qualche puntata di X- files. Fa incredibilmente incetta di tutti i premi: dai Golden Globes, agli Emmy Award  per l’attore protagonista, non protagonista e per la migliore serie drammatica, più svariati premi della critica.

Breaking Bad: Jesse Pinkman and Walter WhiteMa cosa fa di questa storia normale una serie straordinaria? Se lo sono chiesti critici, registi e tecnici. La normalità. Una storia normale appunto, che in cinque stagioni narra l’ascesa e il declino di un personaggio comune. La trama generale riguarda un Professore di chimica, Walter White (Bryan Cranston) alias Heisenberg , malato terminale che si reinventa produttore di metanfetamine e le immette sul mercato grazie a un ex allievo, Jesse Pinkman (Aaron Paul). In mezzo tante avventure e intrighi, affari, lotte di potere e crudeltà. La concezione di questa serie si riflette appunto nell’antieroe rappresentata dal Professore. Ambientato volontariamente ad Albuquerque, maggiore centro dello stato del Nex Mexico, a pochi kilometri dal confine e da Ciudad Juarez, nota ai più per la presenza dei narcos messicani e del cartello di Sinaloa, uno dei più spietati gruppi di narcotrafficanti al mondo, maggior esportatore di droghe negli Stati Uniti. Il Prof. White non è un duro, ma un uomo angosciato dalla malattia, attaccato alla famiglia. Non è la violenza l’elemento centrale, ma la paura di un uomo tormentato che pian piano scende agli inferi e si crea una doppia vita: uccide, traffica, scende a compromessi e contemporaneamente insegna chimica a scuola e vive con disincanto una felice ma finta vita coniugale. A differenza dei predecessori, dove anche nell’ambiguita, era facilmente identificabile il personaggio del buono e del cattivo, in questa serie non è così. Il protagonista e l’antagonista sono la stessa persona. Basti solo osservare, per valutare il successo di quest’opera, come il Prof. Walter White è stato ritenuto dal Time, il personaggio immaginario più influente del 2013.

Albuquerque diviene in breve tempo meta di pellegrinaggio turistico, quando un giovane turista, vestito in tuta hazmat e maschera antigas entrò in un fast food a consumare. Nello sbigottimento generale ci fu chi da subito comprese le potenzialità del cineturismo e organizzarono il “The BaD Tour”, girando con un tram scoperchiato per il set e i luoghi cardine della serie: dall’ abitazione, al deserto dove “cucinavano meth“, al fast food Los Pollos Hermanos e tutti i negozi di souvenir e dolciumi, che hanno creato gadget tematici.

La serie inoltre si caratterizza per alcuni elementi tecnici precisi. Oltre ad una narrazione attenta che racconta appunto la “crisi”  storico-sociale della nostra società, approfondisce elementi particolari: dall’accumulare denaro disinteressatamente, all’inefficiente assistenza sanitaria americana fino alla nuova middle class che ci circonda, nichilista e prettamente capitalista. La fotografia ha un aspetto fondamentale, istantanee e intere scene raccontate in maniera nitida con un uso marcato delle foto, prolungate riprese dei particolari o sfumature accellerate dell’immenso deserto. Maniacale attenzione nella spiegazione dei procedimenti chimici e dei singoli elementi per la composizione della droga. Ogni singola puntata è introdotta da un prologo, che però è slegato dalla puntata, a volte svela scene precedenti, a volte situazioni non ancora verificate o sogni ricorrenti dei protagonisti. Interessante particolare inoltre è che, a differenza di altre lunghe serie tv dove spesso le puntate sono autoconclusive, in Breaking Bad vi è una trama orizzontale che copre quasi tutte e cinque le stagioni, e rende ancora più avvincente la serie.  Per gli amanti del genere, la visione non è solo consigliata, ma obbligatoria!

I am not in danger, Skyler. I am the danger. A guy opens his door and
gets shot, and you think that of me? No. I am the one who knocks.”

                                                                                                                                                

                                                                                                                                             Gimes