Dopo l’attentato incendiario il Centro Sociale Cartella non abbassa la testa

Grande partecipazione all’incontro svoltosi al Centro Sociale Cartella di Reggio Calabria a poche ore dall’attentato incendiario che lo ha colpito nella notte del 15 maggio. Attentato di cui si è occupata anche la stampa nazionale.

Rappresentanti di partiti politici, associazioni e movimenti ma anche artisti, musicisti e persone comuni sono accorse per portare immediata solidarietà e per dare un segnale forte e chiaro: il Cartella non abbassa la testa.

Al microfono di un impianto audio rimediato all’ultimo minuto (tutte le attrezzature sono state perse nel rogo) si sono succedute numerose voci che, ognuna a proprio modo, hanno confermato la loro vicinanza e la loro disponibilità per una rapida ricostruzione.

“Ora e sempre resistenza! Daremo una grande festa quando il Cartella riemergerà dalle sue ceneri come la Fenice”. È questo l’accorato auspicio di Pino Siclari del Pcl. “Questa è un’area che può sollevare interessi economici di vario tipo”, ha ricordato Siclari, invitando ad una riflessione su altri episodi analoghi che si sono verificati negli ultimi giorni in Italia, l’ultimo dei quali a Milano.

 “Ciò che è necessario è dare la giusta risonanza e la giusta visibilità a questo episodio, per mettere in chiaro il fatto che il Cartella e tutta la gente che ne ha condiviso negli anni l’attività non hanno intenzione di assoggettarsi alle regole di prepotenza e di indifferenza che imperano in città” ha detto Nando Primerano, attivista del Cartella, ricordando anche che “negli ultimi periodi alcune sigle neofasciste hanno fatto riunioni e incontri per mettersi in luce ed ottenere nuovi consensi e visibilità portando avanti rivendicazioni riguardanti gli spazi sociali”.

Ed è sul tema degli spazi sociali che ha insistito anche Elisa Gambello, esponente della Cigl: “non possono essere concessi spazi sociali a gruppi che si ispirano al fascismo. Occorre fare chiarezza poiché i “si” e i “no” riguardo alle varie questioni sociali e territoriali non sono tutti uguali, e ci sono spazi sociali inclusivi ed altri che si basano sulla discriminazione e sull’intolleranza”.

È stata condivisa da tutti l’idea di un presidio attivo e costante capace di rendere il Centro Cartella uno spazio vissuto e sempre in attività, ed è proprio a tal proposito che alcune associazioni, tra cui l’Arcigay, hanno deciso di svolgere proprio al Cartella alcune iniziative già in programma.

Tra i vari interventi anche quello di Francesco Talia dell’Associazione banda Falò, anch’essa vittima di vari attentati incendiari nel corso degli ultimi anni: “Ci accomunano tristi episodi di cui siamo stati vittima proprio per ciò che rappresentiamo, ossia una visione alternativa, una proposta nuova di socialità e di partecipazione”.

Ma al di là delle apparenze e delle svastiche disegnate sulle pareti, è stato Pasquale Speranza, da anni attivo all’interno del Cartella, a proporre una riflessione attenta su quello che potrebbe essere il ruolo della ‘ndrangheta nella vicenda: “Non possiamo pensare che un attentato di tali dimensioni non abbia una parte di regia della ‘ndrangheta data la gestione quasi integrale che essa ha di questo territorio. Non si può fare una cosa simile senza che la ‘ndrangheta lo voglia o lo permetta”.

Durante l’incontro si è convenuto sulla necessità di una sottoscrizione capace di far fronte alle spese immediate che saranno necessarie per un rapido ripristino delle attività. Ed è proprio l’attività sociale e politica la migliore risposta da dare agli autori dell’attentato ed ai loro mandanti, proprio per ribadire forte e chiaro che “il Cartella non abbassa la testa!”.

Nicola Casile
foto di Claudia Toscano