A Reggio il primo “slot mob” della Calabria, tra lotta al gioco d’azzardo e finanza etica

Gianni Votano (Microdànisma) e Amelia Tallini (Economia di Comunione) premiano il Signor Strati (titolare del bar)

Ogni tanto un primato che ci rende orgogliosi: Reggio Calabria è stata la prima città della Calabria, grazie a Banca Etica, Economia di Comunione, Microdànisma, Comunità P.P. Gesuiti, Fisac CGIL, Mana Chuma Teatro, Fondazione Horcynus Orca e Associazione Culturale A RUA, dove si è svolto il primo slot mob della Calabria.

Ma cosa è lo slot mob? È un flash mob dove tante persone si organizzano e si danno appuntamento per consumare insieme presso un bar che ha scelto di non ospitare le slot machine.

Perché farlo? Mentre proliferano in ogni angolo delle nostre città e in tantissimi bar le famose slot machine, cresce anche il numero delle persone che si ammalano di gioco d’azzardo, una vera e propria dipendenza paragonabile a quella dalle droghe o dall’alcool. Una malattia che annienta le persone, non solo economicamente, spingendole verso l’indebitamento e l’usura, ma anche psicologicamente e socialmente, distruggendo le loro vite, le loro famiglie e le loro relazioni. Si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco d’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata. Da qui nasce lo slot mob, un’iniziativa nazionale che ha già coinvolto decine di città.

Con Gianni Votano, rappresentante di Microdànisma, abbiamo scambiato due chiacchiere per capire meglio quali percorsi si stanno costruendo a Reggio Calabria.

Tante persone hanno preso parte allo slot mob

Com’è andato il primo slot mob a Reggio Calabria? «Credo benissimo, circa 120 persone, nonostante l’ora mattiniera, hanno partecipato all’iniziativa, consumando e premiando il Bar Strati (in via del Torrione, 98) che ha ospitato l’iniziativa proprio perché ha scelto di non ospitare le slot machine; il titolare ci ha confermato che tanti cittadini che non erano clienti, anche nei giorni successivi, sono entrati per ringraziarlo e consumare un bibita o un caffè. Il signor Strati ha mostrato grande interesse e disponibilità, forse per la sensibilità, dato che è tra i pochi titolari ad aderire al circuito pizzo free ReggioLiberaReggio. Insieme ad Amelia Stellino, responsabile di Economia di Comunione ed alle altre realtà coinvolte, pensiamo di fare altri esperimenti simili. Il 23 Marzo si è svolto il secondo Slot Mob in Calabria, a Lamezia, e anch’esso ha ottenuto risultati lusinghieri».

In molti sono spesso scettici riguardo il consumo critico. Tu come rispondi loro?

un gruppo di studenti del Liceo Volta partecipa allo slot mob

un gruppo di studenti del Liceo Volta partecipa allo slot mob

«Ognuno con le proprie scelte di consumo può effettuare micro cambiamenti che determinano macro cambiamenti. Ad esempio: negli USA, tanti piccoli risparmiatori stanno riposizionando i loro risparmi, disinvestendo dalle grandi banche che hanno generato la crisi e depositando presso le Credit Unions (piccole banche etiche); questo ha fatto si che alcune banche modificassero alcuni comportamenti speculativi, “costretti” dai risparmiatori consapevoli a cambiare, almeno in parte, le loro politiche. Se si crea forte dissenso intorno al gioco d’azzardo, le istituzioni politiche saranno costrette ad intervenire. Occorre porre dei gesti concreti e sistematici: scegliere i gruppi di acquisto solidale, il commercio equo, i prodotti provenienti dai beni confiscati alle mafie, acquistare presso i commercianti coraggiosi che decidono di aderire a circuiti di legalità e giustizia. Così facendo gli operatori economici saranno fortemente incentivati a scegliere questi percorsi».

Cosa significa “finanza etica” e cos’altro avete in cantiere come Microdànisma?

«La finanza etica è tale se presenta almeno quattro caratteristiche: 1. considera l’accesso al credito un diritto umano che deve essere sancito e difeso (spesso le banche tradizionali non concedono credito perché il soggetto richiedente non ha le garanzie reddituali e patrimoniali considerate necessarie); 2. considera al centro dell’istruttoria economica e sociale la persona e il suo progetto e non il denaro che possiede; 3. è trasparente (i risparmi depositati sono tracciabili e fornisce informazioni su dove va a finire il denaro investito); 4. non finanzia attività che ledono l’Ambiente o i Diritti Umani. La finanza etica non è beneficenza né filantropismo. Con Microdànisma, oltre al microcredito imprenditoriale e d’emergenza in collaborazione con Banca Popolare Etica, abbiamo avviato uno sportello d’ascolto per le vittime d’usura: Stiamo per avviare dei gruppi di responsabilità e confronto con tutte le persone che in questi anni hanno beneficiato della nostra consulenza per creare una rete dove la relazione umana sia il fulcro».

A che punto è il percorso che potrebbe portare ad avere la prima MAG della Calabria?

«Le MAG (mutue di autogestione del denaro) sono delle società cooperative finanziarie che aderiscono ai principi della finanza etica e solidale. Raccolgono denaro in un territorio specifico e lo investono in quel territorio, realizzando una forma di “finanza partecipativa e di prossimità” orientata a concedere credito a quelle persone a rischio incaglio o segnalate alle centrali rischi e che sono in genere “non bancabili”. In Calabria questo target di persone sta diventando la maggioranza della popolazione; per questo tre province calabresi (Vibo, Reggio, Catanzaro) sono ai primi posti nella diffusione dell’usura. Per la realizzazione del progetto è stata creata la Rete “Verso la MAG delle Calabrie”, con una donazione minima di 25 euro più 5 per le spese di gestione si può contribuire a costituire il primo progetto di autogestione del denaro a Sud di Roma. Questa iniziativa una volta realizzata germinerà ed altri progetti MAG nasceranno nel Mezzogiorno».

Laura Cirella

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  • Carmelo Spanti

    Complimenti Laura! Gran bell’articolo!