Gino Paoli, Vecchioni e Battiato in un video contro la pirateria

Da qualche giorno è on-line una sorta di spot-progresso che, utilizzando come testimonial alcune facce note della musica e della cultura italiana, tenta di fare il punto su quelli che sarebbero i danni provocati al mercato culturale globale dalla pirateria.

Tralasciando una valutazione prettamente stilistica su ambientazione e struttura che conferiscono al video dei toni melodrammatici forse un po’ troppo esagerati, dovremmo concentrarci invece sui contenuti.

Il video, intitolato “I grandi autori: fermiamo la pirateria digitale, difendiamo la libertà di fare cultura”, attraverso vaghe e più o meno note considerazioni sul free-download e sulla fruizione di contenuti in rete,

avrebbe come obiettivo primo quello di dissuadere il popolo del web da quelle pratiche che ledono profondamente il mercato culturale generando crisi, disoccupazione e svalutazione dei beni che esso produce. Uno scenario abbastanza inquietante per porre rimedio al quale alcune facce note si giocano una carta importante: quella del web. Come a voler dimostrare ancora una volta la teoria della doppia faccia di questo diabolico strumento che, se da una parte uccide l’arte con la pirateria, dall’altra consente alla parte lesa di denunciare il fenomeno su Youtube.

Franco Battiato, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Gino Paoli, Caterina Caselli, Ron, Ludovico Einaudi, Mario Lavezzi, Mauro Pagani. Cosa hanno in comune questi personaggi oltre al loro innegabile contributo al panorama culturale italiano? Beh, li accomuna un’età che in ogni caso è superiore ai cinquant’anni.

Dettaglio assolutamente non trascurabile se consideriamo che la rivoluzione della rete è avvenuta nell’ultimo decennio e che i principali fruitori dei “software pirata” e dei contenuti on-line sono i giovani.

I protagonisti di questo video sembrano essere gli ultimi sopravvissuti di un sistema obsoleto e moribondo che tentano, disperatamente, di difendere ancora un vecchio modo di generare profitti da parte delle major e del mercato culturale in genere.

Un mondo quasi definitivamente sorpassato, fatto di dischi su supporto fisico, di singoli che anticipano album che poi verranno promossi in tv e che poi verranno acquistati a prezzi che vanno dai diciotto ai venticinque euro. Per loro, probabilmente, ancora una consistente fonte di guadagni. Ma per tantissimi altri, ormai, vera e propria preistoria.

Limitandoci a proporvi il video senza approfondire ulteriormente quelle che sono le nostre personali opinioni in merito, aggiungiamo due ultime puntualizzazioni riguardo ai suoi contenuti: la prima è che non tutti i siti o software che consentono di scaricare musica contengono la pubblicità; la seconda è che la frase “chiediamo che il web sia gestito da persone oneste” potrebbe risultare pressoché priva di significato.

Nicola Casile