Scilla in passerella: un evento per andare “oltre” non perdendo di vista lo scoglio


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Scilla in un caldo pomeriggio d’inizio agosto può riservare sorprese che non ci si aspetta. Tutti i reggini, del centro e non, sono abituati a vivere la bella cittadina della Costa Viola unicamente per tre dei suoi aspetti più importanti: la spiaggia, il pesce spada e la festa di San Rocco. Ma andando un po’ più in profondità si scoprono eventi culturali come Scilla in Passerella, una novità per il calendario estivo scillese, nata dalla voglia di fare cultura e parlare di arte e attualità di una serie di soggetti, pubblici e privati, impegnati sul territorio.

Ma perché Scilla “in passerella”? Forse non tutti ricordano che la passerella è la barca ancora usata per la caccia al pesce spada nello Stretto di Messina. L’intento è quello di usare un simbolo tipicamente scillese per rappresentare la voglia di cercare e “catturare” la nostra cultura, la nostra identità, andando oltre temi di attualità e aspetti del nostro territorio e delle nostre tradizioni. Non a caso è stata scelta la metafora della caccia al pesce spada: un tipo di pesca ormai in disuso, perché faticosa, ma che ha ancora il sapore genuino del passato quando l’uomo si misurava ad armi pari con la natura. Come una barca non rimane ferma nello stesso luogo così la passerella tocca “poste” fisiche, sempre per usare la terminologia della pesca al pesce spada, piazze, lidi, locali e luoghi pubblici; e virtuali rappresentate dagli argomenti di discussione diversi per ogni serata. La passerella diventa quindi il “mezzo” per ricercare noi stessi, rimanendo “in bilico tra lo scoglio e l’antenna”, per citare le parole dei membri dell’equipaggio, ancora una volta simboli del passato e del futuro. Ma la passerella ha avuto, durante la serata d’apertura del 5 agosto, anche un altro significato, ovvero quello di presentazione al pubblico e alla stampa, alla presenza delle autorità, dell’evento nel suo insieme. Il simbolismo di cui l’organizzazione, o meglio l’equipaggio come amano definirsi, ha voluto impregnare la kermesse si è perfettamente palesato durante la serata. Prima di tutto il luogo, ovvero la “pedana sul mare” del ristorante “Bleu de toi” di Chianalea, tradizionale borgo di pescatori, in cui il mare è un po’ come il cortile di casa. Il secondo elemento simbolico era costituito dalla presenza della soprano Eleonora Pisano, che con i suoi interventi canori ha voluto reinterpretare il canto delle sirene. La leggenda vuole che queste creature popolassero il Mediterraneo e avessero ammaliato Ulisse, secondo quanto racconta Omero, durante il suo viaggio che toccò anche il tanto temuto Stretto di Messina. Alla presenza delle autorità, e di personaggi che saranno ospiti dei salotti all’aperto, l’equipaggio ha presentato i temi che hanno come costante l’hashtag, preso in prestito dai social network, #Calabriaoltre, che diventa il filo rosso che lega tutte le tematiche, nello specifico oltre alla passerella, esse saranno: i tribunali, il pregiudizio, l’Aspromonte, gl’inchini, il declino della politica, la narrazione e i commissariamenti.

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Oltre le apparenze. L’intento è quello di andare, appunto, al di là delle discussioni superficiali e dei recenti fatti di cronaca, per trovare o ritrovare l’essenza, il vero significato che questi temi hanno per noi reggini. Il concetto di “Calabria oltre”, comprende anche l’intento di vivacizzare il panorama culturale locale, e ravvivare un periodo di relax, qual è il mese di agosto, con temi anche scottanti, che ci facciano riflettere proprio quando tutta la nostra routine è un po’ più rallentata. Noi calabresi e reggini soprattutto, ma solo per esperienza diretta, tendiamo troppo spesso a dimenticare tutto ciò che è realmente importante per il cosiddetto concetto del “quieto vivere”. Dovremmo invece far nostra la proposta di “andare oltre”, superando certe vecchie mentalità ma soprattutto andando oltre le parole, invito che peraltro è stato fatto durante la serata inaugurale dell’evento. Il modo migliore è partecipare dal 5 al 14 agosto, non solo come passivi spettatori ma esprimendo le nostre idee sul web, diventando parte “interattiva” di questa caccia simbolica.

Santina Errigo

‘U Web – Strumento di cambiamento sociale, ecco la locandina dell’evento!

Puoi avere tutte le informazioni dettagliate sull’evento al sito uwebproject.wordpress.com ed iscriverti al barcamp e ai due workshop gratuiti previsti.

Terrearse.it è mediapartner di ‘U Web, se vuoi seguire le fasi finali di promozione dell’evento continua a seguire questo magazine!

Il logo di ‘U Web è opera di Gabriele Malaspina, mentre la locandina è realizzata dai tipi di Evermind.

Internet contro la crisi, quali e quante sono le opportunità della rete?

Un aumento della diffusione di internet del 10% nel nostro paese potrebbe portare ad un aumento “naturale” del PIL dello 0,4% e far aumentare l’occupazione giovanile di 1,47 punti percentuali. Non sono dati supersonici ma danno bene l’idea di come la diffusione della rete possa avere effetti benefici concreti nella vita delle persone. Questa ricerca, realizzata da Marco Simoni e Sergio de Ferra per la London School of Economics, ha puntato l’attenzione sui benefici legati ai valori economici del nostro paese.

Secondo Carlo D’Asario Biondo, vice presidente di Google in Europa Meridionale e orientale, Medio Oriente e Africa: “Nei momenti di crisi internet si rivela uno strumento particolarmente efficiente per dare nuove opportunità alle imprese, soprattutto a quelle piccole e medie che costituiscono l’ossatura del sistema economico italiano”. Aggiungo io che internet può portare nuove opportunità non solo alle imprese intese come persone giuridiche ma anche, e soprattutto, a chi quelle imprese le crea o nelle quali lavora o, ancora, nelle quali spera di poter lavorare.

In Italia c’è ancora molto da fare e nel prossimo anno vedremo numerose grandi imprese multinazionali, Big G in prima fila, spingere su una diffusione più capillare e corretta della cultura digitale. Nel nostro paese ce n’è estremo bisogno, infatti secondo i dati dell’Agenda Digitale 2011 della Commissione Europea, l’Italia è sopra la media continentale per la percentuale di popolazione che ignora l’utilizzo di internet (38,6% contro il 24,3% della media europea).

Sappiamo, inoltre, che la distribuzione geografica di conoscenza e consapevolezza “digitale” non è equa nella sua diffusione nazionale; esistono ampie aree geografiche nazionali che registrano una scarsa “preparazione” in tutto quello che riguarda la rete internet, le sue potenzialità e le opportunità che può mettere in gioco per persone con un po’ di spirito d’iniziativa.

La due giorni dedicata al web come strumento di cambiamento sociale che stiamo organizzando per il 30 novembre e il 1 dicembre a Reggio Calabria rientra in pieno in questo contesto, con la consapevolezza che in riva allo stretto c’è un gap di conoscenza da colmare, perchè coraggio e istinto d’innovativo ce n’è da vendere, sempre di più sono i giovani preparati a vivere in questo mondo “digitale” e perchè vogliamo offrire risorse concrete e best practise per arginare il triste fenomeno dell’emigrazione giovanile reggina e calabrese.

Per avere informazioni dettagliate sull’evento guarda il sito internet: ‘U Web project.

terrearse.it è mediapartner dell’evento. Nelle prossime settimane ne sentirete parlare ancora e in maniera approfondita.

Alessio Neri

Non volevano essere chiamati eroi. Vent’anni dopo.

Riflettevo sugli eroi del nostro tempo. Quelli che senza armatura, spade scintillanti o cavalli bianchi si sono fatti strada nella nostra storia contemporanea.

È da un po’ che ci penso e penso anche che queste persone, che noi etichettiamo come eroi alla fine “eroi” non volevano proprio esserlo. Penso al ventennale appena passato della strage di Giovanni Falcone, della scorta e della moglie Francesca Morvillo.

Penso anche a quello che tra un po’ ricorderemo di Paolo Borsellino. Penso inoltre che solo un anno fa polemizzavo sul fatto che alla ricorrenza della strage di Capaci, in una manifestazione indetta dall’associazione “Reggio Non Tace”, la presenza era veramente esigua e circoscritta ai soliti volti più o meno noti. Ed è davvero con orgoglio che quest’anno, nella stessa ricorrenza del ventennale, in una simile manifestazione, lanciata dalla stessa associazione, la partecipazione non si sia fermata a quei soliti volti.

Un corteo sotto la pioggia, illuminato solo da fiaccole, ha fatto un breve giro delle strade che cingono il tribunale di Reggio Calabria in un atmosfera mistica e sentita.

Ero piccola quando tutto quello che adesso si ricorda accadde, quando chi ha vissuto quel periodo ha definito la città di Palermo, un cimitero a cielo aperto, quando tante vie ricordavano e ricordano tutt’ora tante vite stroncate, ree soltanto di aver scelto un lavoro che includeva tanta passione, neanche poi così strano, ma che pagarono a caro, carissimo prezzo quella lotta che di certo non si può definire ad armi pari.

Purtroppo non ho che vaghi ricordi, ma i filmati e le foto aiutano a non dimenticare e soprattutto a informare. E mai , mai, potremo distogliere dalla memoria quelle immagini dell’intervista fatta al giudice Caponnetto, l’ideatore del pool antimafia, l’indomani della strage del suo amico e collega, che stringe le mani e il microfono di quel giornalista, affermando che ormai fosse proprio finito tutto, tutto!

La storia ci insegna che le loro idee hanno continuato a camminare sulle nostre gambe, che quelle poche mani che cercavano da sole di fermare un impazzito treno in corsa, ora ne possono vantare molte altre a fianco. E molte altre ancora se ne aggiungeranno.

Nessuno li ha dimenticati, e anche chi non li ha conosciuti ha imparato ad amarli.

Scorrevano le immagini sulle mura del castello, quel 23 maggio 2012 e ascoltare in sottofondo una madre che spiega al figlio di appena 4 anni chi fossero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e sottolineare il fatto che anche lui avrebbe dovuto crescere “buono come loro”..beh è bello e dà speranza!

foto e articolo di Claudia Toscano