Riace città dell’accoglienza, le foto

Domenico Lucano, il sindaco di Riace (RC) ha iniziato uno sciopero della fame per denunciare l’enorme ritardo nell’erogazione dei contributi previsti dalla Protezione civile per far fronte all’emergenza immigrazione attraverso concreti progetti di inserimento e di accoglienza dei rifugiati politici nel bel paese della fascia ionica reggina.

Poco più di una settimana fa siamo stati a Riace per il festival multiculturale “Riace in festival” durante il quale abbiamo avuto l’occasione di aggirarci per il borgo e confonderci con l’ambiente che ci circondava in un’atmosfera davvero splendida e di perfetta convivenza tra le anime autoctone e immigrate.

Di seguito le foto di quello che è Riace, un luogo dove l’incontro tra culture non solo è promosso ma è incentivato dalla solidarietà delle popolazioni che vivono fianco a fianco situazioni socio-economiche a dir poco difficili.

foto di Alessio Neri

Minacce a Gratteri: tutti per uno, uno per tutti!

Ennesimo appello lanciato dall’associazione Reggio Non Tace che effettivamente tutto fa, tranne che tacere.

Un dignitoso corteo, poco meno di 300, nonostante il tipico clima da mare, si è mosso da piazza castello fino al Cedir per gridare la sua solidarietà ad uno dei personaggi simbolo della lotta alla ‘Ndragheta nel nostro territorio e non solo. A quanto pare infatti, sembra che dalle dichiarazioni di un pentito sia trapelata la notizia di un possibile attentato nei confronti del sostituto procuratore Nicola Gratteri.

Il corteo trascinato e incitato da uno dei volti storici del movimento, padre Giovanni Ladiana (e non Giuseppe come molti giornali locali hanno scritto), ha marciato al ritmo di slogan del tipo: “Le nostre facce contro le minacce”, “Scorta civica della Procura”, “Ubuntu” un termine swhaili che si traduce non con una parola ma con un concetto filosofico nonchè un modo di vivere, che vuol dire “io sono ciò che sono, in virtù di ciò che tutti siamo”, ed ancora “Io, noi, tutti Gratteri”.

Di quest’ultimo Padre Ladiana ne specifica il messaggio, a voler dire che non permetteremo a nessuno né di ammazzare né tanto meno di essere ammazzato.

Una volta al Cedir, dopo aver occupato il piazzale ed aver fatto risuonare per tutto l’edificio applausi e incitazioni, ad un tratto un piccola calca, Gratteri, completo della sua immancabile scorta, fa capolino con un viso tra lo stupito,  il compiaciuto e l’emozionato, e sotto invito di Padre Ladiana prende la parola. Ringraziando sentitamente tutti i presenti afferma che: “non mi  sarei aspettato tanto affetto pur avendolo sempre saputo, questo è un gesto molto importante per tutti noi della procura di Reggio”. Ed ancora: “la gente deve credere di più in noi e noi, di riflesso, dobbiamo essere più credibili e più onesti e soprattutto apparire tali, perchè la gente sta attenta e ha bisogno di essere incoraggiata e questo solo se facciamo bene il nostro dovere, se stiamo più vicini ai bisogni quotidiani, occuparsi non solo della criminalità organizzata, quella grande, quella che sembra lontana, ma tenere anche lo sguardo rivolto ai reati più comuni e che preoccupano la città e il nostro territorio”. Inoltre aggiunge: “vi assicuro l’impegno mio e della procura per lo meno per quello che sono le mie forze e le mie energie, speriamo e vogliamo fare di più! Grazie!”

Antonio Ingroia una volta disse: “I magistrati si isolano da vivi per piangerli da morti!”

Che vogliamo fare? Da quale parte decidiamo di stare?

articolo, foto e video di Claudia Toscano

Gallico invasa, le foto del corteo in solidarietà con il Cartella

foto di Claudia Toscano

Solidarietà al CSOA Cartella colpito dalle fiamme e dall’ignoranza

Neanche un mese fa il Centro Sociale Occupato Autogestito Angelina Cartella di Reggio Calabria ha festeggiato i suoi 10 anni di vita e di attivismo. Pochi giorni dopo, il 1 maggio, al Cartella è stato il momento di stringersi attorno al mondo del lavoro distrutto e devastato (più di quanto non lo fosse mai stato prima!) dal 20ennio di politica televisivo-mafiosa. Il 9 maggio nello stesso luogo si ricordava Peppino Impastato, comunista di Cinisi (PA) fatto saltare in aria da mafiosi. Persone con la stessa mentalità di coloro che stanotte hanno dato fuoco al Centro Sociale Cartella. Uno dei pochi e autentici presidi culturali e sociali della città di Reggio Calabria, se non di tutta la provincia!

Non è la prima volta che succedono atti intimidatori di questo genere. Il CSOA non è protetto da muraglioni, reti, filo spinato e neanche da un fitto sistema di telecamere a circuito chiuso come alcune occupazioni “non conformi” in Italia. Il “Cartella” è aperto e amico della cittadinanza. Il CSOA non prende i milioni dalle amministrazioni comunali, non ospita sottosegretari che inneggiano ad un latitante miliardario, impedisce lo spaccio di droga nei suoi spazi ma in compenso è da anni attenzionato da criminali e fascitelli che lo imbrattano con simboli ridicoli e lo danneggiano con la forza bruta tipica di chi non ha un briciolo di cervello per capire che quella benzina è meglio che se la beva. Eppure erano decine di migliaia i manifestanti portati dal CSOA in riva allo stretto per manifestare contro il Ponte, come centinaia di persone seguono e partecipano alle iniziative politiche, sociali e culturali che il collettivo (aperto alla partecipazione dei cittadini) che autogestisce il centro organizza da anni in tutta la città.

Un luogo e uno strumento di aggregazione dove si parla, si canta, si apprende, si scopre, si impara, ci si rilassa, si sta in buona compagnia, si scoprono prodotti tipici biologici locali e cantanti con un futuro artistico incerto ma con testi degni delle migliori emozioni, cittadini non italiani che si ribellano nelle campagne e che frequentano il centro per imparare l’italiano, web radio che diffondono cultura musicale fuori dagli schemi mainstream. Insomma, il CSOA Cartella è un punto fondamentale per tutti coloro che in città e in provincia credono in un’idea solidale di città e di rapporti sociali.

Uno spazio abbandonato dagli amministratori di questa città condannata all’ignoranza dai suoi stessi cittadini che è stato riscoperto e fatto rinascere da un collettivo di cittadini impegnati e da una quantità inquantificabile di cittadini simpatizzanti che credono assolutamente necessaria la presenza di un punto di solidarietà sociale e di diffusione e di difesa di cultura e attivismo che funziona (e bene anche!) al di fuori dagli schemi classici del “favore”, degli “amici degli amici, dell’amico assessore (che speriamo vengano spazzati via dai commissari del ministero dell’interno) e del sostenitore sottosegretario o deputato. Fuori dagli schemi del boss del quartiere e del boss del bar più figo della città.

Le facce di quelli che hanno messo fuoco al centro sociale Cartella non le conosciamo ma sappiamo che assomigliano a quelle che distruggono la vita di tanti cittadini onesti che provano a campare del proprio lavoro in città; assomigliano agli stessi che distruggono il territorio con sversamento di scarichi abusivi e incendi dolosi sulle montagne; sono le stesse facce che sfruttano i giovani reggini con la logica dell’amico e del lavoro come “favore”; le stesse facce di quelli che costringono i giovani reggini ad emigrare a causa del loro clientelismo criminale; le stesse facce di coloro che rubano i fondi che dovrebbero essere destinati al recupero del territorio, alla solidarietà sociale e allo sviluppo della cultura.

Gente che mette a ferro e fuoco la terra che altri amano. Sarebbe ora di spazzarli via con un lanciafiamme, di annientarli con una bomba sotto il culo! Ma, come diceva Faber in una sua famosa canzone, di “respirare la stessa aria di un secondino non mi va” e quindi “il potere” non lo scagliamo dalle mani come i vili che agiscono di notte, lo organizziamo secondo logiche paritarie, orizzontali e di autogestione partecipativa. Le nostre facce le conoscete tutti, anche se fate finta di no. Sono quelle di chi ama veramente questa dannata città e non ha intenzione di farsi intimidire. Se ci cercate ci troverete, sorridenti, per strada alla luce del sole. Non abbiamo bisogno di nasconderci, noi!

L’associazione LiberaReggio LAB esprime tutta la sua solidarietà al CSOA Cartella, a chi sogna un futuro migliore e a chi lo vuole costruire con la pratica dell’autogestione!

- la notizia e le foto di Stefano Perri su Strill.it
- la notizia e le foto su Il Dispaccio 

Alessio Neri